Fastweb Soluzione Impresa: il nuovo portale Fastweb ad hoc per le aziende

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Il rinnovamento di Fastweb passa per le aziende: nasce infatti www.fastwebsoluzioneimpresa.it, il portale creato per venire incontro alle esigenze delle piccole e medie aziende.
Studiato per essere user friendly, il sito presenta una grafica semplice e intuitiva che permette di raccogliere le informazioni cercate in pochi semplici click.
Le soluzioni per le imprese sono studiate ad hoc per i tre target di riferimento (microimpresa, piccola impresa e media impresa) e per il settore in cui l’azienda opera, offrendo un vero e proprio servizio su misura.

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Maschietti, è arrivata la prova costume

FLASH_MOB01GContinuano a crescere le iniziative promozionali che cercano il coinvolgimento diretto del pubblico attraverso i social network.

Uno degli ultimi esempi il Swim wear flash mob italiano che ha coinvolto  per due giorni sei città italiane. In pratica era sufficiente girare in costume da bagno per le città, ovviamente parliamo di bermuda maschili.

Il reclutamento dei partecipanti  stato fatto su web al sito ufficiale ed ovviamente su Facebook.

La risposta di pubblico è stata interessante, non poteva essere diversamente, considerato il caldo di questi giorni!

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Advertising in calo: la crisi risparmia il web

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Tempi duri per l’advertising made in U.S.A.

La ricerca realizzata da TNS Media Intelligence, rivela come il calo degli investimenti è almeno del 9,2%  e la curva discendente non vedrà segnali positivi per tutto il 2009.

L’unico dato in crescita riguarda il web advertising, con un incremento del 4,8%: il dato, apparentemente positivo, rappresenta in realtà la crescita minima dal 2002, l’anno del boom dell’advertising on line.

Gli altri canali che registrano  un segnale positivo sono le TV aziendali (+ 6,5%), le pubblicazioni in lingua spagnola (+ 4,9%) e le TV via cavo (+ 2,1%).

Secondo la TNS, gli investimenti nell’advertising sono stati, solo negli U.S.A., inferiori di 141.7 miliardi di dollari nel 2008.

Per  eMarketer invece, il calo nel 2008 è passato dal 3.6% a ben 269.5 miliardi di dollari.

Quindi speriamo tutti nel 2010, anno in cui tutti pronosticano la ripresa economica.

L’e-learning per limitare la fuga dei cervelli

13035La Normale di Pisa luogo simbolo di cultura e studio si è affacciata nel mondo delle tecnologie per aprirsi ad una fascia maggiore di mercato.

Attraverso il sito web permette a 1500 studenti all’ultimo anno di liceo di accedere ai corsi di orientamento universitario, mentre altri 500 selezionati saranno ospiti per una settimana all’interno dei 5 campus estivi dell’ateneo, dove incontreranno scienziati, letterati, economisti, artisti.

La speranza è di convincere i giovani a scegliere le università italiane evitando così che talenti e qualità si disperdano all’estero.

E chissà questo intreccio tra mondo accademico e marketing cross mediale non permetta alla Normale di posizionarsi in un immaginario più amplio di pretendenti, mettendosi finalmente in competizione con l’”immagine” di università nel mondo più visibili e note di quella dell’elite italiana.

Condannati i Pirati del web

piratebayIl 17 aprile i creatori del sito www.thepiratebay.org, il motore di ricerca che consentiva a oltre 22 milioni di utenti di scaricare film e canzoni, sono stati condannati dal tribunale di Stoccolma ad un anno di carcere e ad una multa di 3 milioni e 600 mila dollari.

 

Sicuramente la condanna ha scatenato il più importante processo nella battaglia dell’industria contro la pirateria… ma i 4 imputati hanno la possibilità di ricorrere in appello.

 

Le principali case discografiche stanno affilando le armi anche contro i motori di ricerca: Viacom, Mediaset e Warner, vogliono che YouTube e gli altri non rendano disponibili i loro video senza pagarne i diritti.

 

E intanto in Francia si aspetta la votazione della legge Hadopi, quella che prevede di tagliare la connessione agli utenti del file-sharing pirata.

 

Sembra che la guerra ai corsari del web sia sempre più agguerrita… riusciranno nel loro intento? Staremo a vedere!

La pubblicità on line non è in crisi

google-yahoo-thumbLa spesa per le inserzioni sul web, nonostante la difficile situazione economica, risulta avere un andamento positivo. Gli inserzionisti stanno riducendo il budget per la pubblicità offline al fine di espandere la loro presenza on line.

 

L’ultimo studio pubblicato da EIAA (European Interactive Advertising Association) ha un po’ chiarito le dinamiche che sono alla base di questa crescita continua. L’indagine condotta tra i più importanti inserzionisti europei, ha rilevato che l’81% degli operatori di marketing prevede una crescita per la spesa della pubblicità su Internet e, di questi, l’82% ha dichiarato che i fondi derivano direttamente dal budget destinato alla pubblicità su Tv, stampa o marketing diretto.

 

L’attrazione a spostare le spese pubblicitarie dalla TV al digitale deriva dalla possibilità di misurare meglio le spese per il marketing e di avere una redditività dimostrabile dei capitali investiti.

 

Inoltre, il web 2.0 ha come elemento principale il contenuto degli utenti…sicuramente un terreno molto fertile per le aziende.

Chi controlla i controllori?

Si parla molto di questi tempi della tecnologia web 2.0 e delle ripercussioni che può avere nel modo e nello stile di lavorare.

Questo termine indica le tecnologie che permettono ai dati di essere indipendenti dalla persona che li produce o dal sito in cui vengono creati. I dati in pratica possono finire nella rete ed essere rieditati o integrati.

Tale tecnologia genera ancora delle perplessità a causa della sua stessa peculiarità, cioè l’interazione degli utenti.

Questi applicativi stanno trovando diversi sbocchi di mercato.

Piattaforme come Amazon o Ebay sfruttano alcune prerogative di queste tecnologie per non parlare di Wikipedia che ne ha preso proprio il nome.

Nelle aziende si usano i blog, mentre le communities stanno acquisendo potere decisionale sul mercato.

Secondo alcuni opinionisti la rete può portare la comunità ad una sorta di autocontrollo reale ed effettivo. Una sorta di risposta alla domanda PlatonicaChi controlla i controllori?
Tutti.

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