Condannati i Pirati del web

piratebayIl 17 aprile i creatori del sito www.thepiratebay.org, il motore di ricerca che consentiva a oltre 22 milioni di utenti di scaricare film e canzoni, sono stati condannati dal tribunale di Stoccolma ad un anno di carcere e ad una multa di 3 milioni e 600 mila dollari.

 

Sicuramente la condanna ha scatenato il più importante processo nella battaglia dell’industria contro la pirateria… ma i 4 imputati hanno la possibilità di ricorrere in appello.

 

Le principali case discografiche stanno affilando le armi anche contro i motori di ricerca: Viacom, Mediaset e Warner, vogliono che YouTube e gli altri non rendano disponibili i loro video senza pagarne i diritti.

 

E intanto in Francia si aspetta la votazione della legge Hadopi, quella che prevede di tagliare la connessione agli utenti del file-sharing pirata.

 

Sembra che la guerra ai corsari del web sia sempre più agguerrita… riusciranno nel loro intento? Staremo a vedere!

La battaglia dei “diritti” colpisce YouTube

Dopo il grande successo arrivano le polemiche!
Com’era inevitabile, per il “portale dello sharing” fioccano i ricorsi delle case discografiche e cinematografiche.

La prima a fare causa a YouTube è stata Viacom, seguita da Mediaset e per ultima la Warner che ha rotto i rapporti con il sito multimediale costringendo l’azienda a togliere dalla “programmazione” tutti i video targati Warner.

Il motivo è il solito: “copyright infrigment”, le canzoni e i video erano sul sito senza alcuna forma di accordo con gli aventi diritto.

Insomma, YouTube prova a forzare le regole del copyright?
Secondo Patrick Walker, responsabile del rapporto con i partner, non è così. Il loro interesse è la protezione dei diritti d’autore e del copyright, e la loro missione è organizzare l’informazione e renderla accessibile a tutti.
Il loro semplice messaggio, per l’industria dello spettacolo, è di cercare di lavorare in partnership per riuscire ad adattarsi ai continui cambiamenti di scenario.

Ma… anche la legge colpisce!
Infatti è tempesta nel mondo della rete per la misteriosa proposta di legge anti-pirateria che dovrebbe sanzionare i download illeciti tramite il peer-to-peer. Alla terza infrazione è previsto il ritiro dell’accesso ad Internet. E secondo tale proposta ai prestatori di servizi, in caso di illegalità, sono attribuiti specifici profili di diretta responsabilità civile, amministrativa e penale.

Ci chiediamo se si ritornerà a concepire il copyright come uno strumento censorio e non di sviluppo sociale come siamo abituati a percepirlo.
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