Se la campagna fosse virtuale starebbe su … Facebook

Sono ancora poche le aziende che hanno iniziato la loro esperienza, portando il proprio a dialogare con la popolazione “internettiana” in modo biunivoco.

I modelli di marketing vanno resi più efficaci affiancandoli a mezzi di comunicazione immediati ed attuali come i social network.

Insomma non si può più prescindere da un fenomeno come Facebook, che permette di entrare in contatto con un pubblico davvero enorme, dai teenager agli over 70.

E’ così che un’altra azienda in Italia, ha deciso di investire sul web 2.0 per essere più “relazionale” con i clienti.

Stiamo parlando dei giovani imprenditori della Coldiretti che hanno affidato il proprio brand a Facebook, facendo del social network più famoso anche uno spazio per far conoscere la vita nei campi come alternativa di lavoro. Il profilo è rivolto sia ai ragazzi che vogliono avviare un’attività sia ai consumatori.

Si tratta della più grande organizzazione agricola che al momento, ha coniugato l’attenzione per la tecnologia e le nuove forme di comunicazione per tentare di dare una grande prospettiva di crescita al settore agricolo ed all’Italia, potremop ancora dire.. “braccia rubate all’agricoltura”?

Le nuove tecnologie al servizio di spettacoli e di eventi live

Innescare un collegamento emotivo forte tra le tecnologie ed i contenuti fa sì che il salto verso la fruizione multi piattaforma diventi fisiologica per il consumatore.

Per chi crede che l’interazione 2.0 sia per un consumo singolo o che le nuove tecnologie costringono le persone ad un interazione virtuale e sterile, ecco un interessante esempio di interazione come condivisione pubblica tra “uno” e “molti”.

L’ultimo concerto di Lorenzo Jovanotti (Safari 2008) è un interessante esempio di fusione tra virtuale e reale. I due mondi sono un tutt’uno.

Ad iniziare dall’apertura del concerto. Il cantante e la band si presentano in forma virtuale sul mega-schermo accennando un successo e cantando insieme al pubblico che si trova nel “mondo reale”. Per poi bucare i vincoli della proiezione ed arrivare sul palco come nella Rosa purpurea del Cairo (film di Woody Allen)!
Altro esperimento riuscito: la proiezione durante un medley dalla webcam di giovani astrofisici siciliani puntata verso la Luna (http://www.skylive.it/).
Immagini vive che normalmente si consumano dal proprio pc, vengono così date in pasto ad un’emozione collettiva.
Finito lo spettacolo poi… tutta la folla si riversa sul forum!

Third life o Second life, dov’è il contenuto vincente?

Sta iniziando il declino di Second life ed è pronto già in fase demo Third life
Ma che utilità hanno questi mondi virtuali?
Chi la conosce e la studia sostiene che il calo di presenze di Second life sia dovuto ad una difficoltà di gestione della vita artificiale, un disinteresse dovuto alla difficoltà di sentire quanto vissuto dagli avatar e la cavillosa operazione di cambio dei linden dollar in moneta reale.
Quindi la difficoltà di Second life e la trasposizione della “seconda vita” nel reale. Quasi un controsenso!

Niente paura! Arriva Third life.
Cambia la confezione, cambia l’accesso. Stavolta l’avatar sarà uguale a te, basta inviare una foto e con il minimo sforzo di un click, ti digitalizzano in 3D.
Ma la fantasia, l’estraneazione dov’è se cerchiamo di riprodurre il reale intorno a noi?

La lettura del fenomeno dei mondi virtuali è duplice.

O cerchiamo di riprodurre la realtà nel virtuale, perché il nostro reale non è più vivibile. Troppo lavoro, troppa fatica per restare si e nò a galla e quindi benvenuta Third life ed il suo avatar clone.

Oppure anche in questa realtà virtuale di terza generazione la componente del sogno manca e la vera avventura sarà scoprire come mettere un po’ di fantasia dove non c’è.
Quindi il benvenuto a Third life resta, ma è aperto anche a tutti i canali che daranno libero accesso alla creatività ed al potenziale di chi, ancora, ce l’ha!

Chi controlla i controllori?

Si parla molto di questi tempi della tecnologia web 2.0 e delle ripercussioni che può avere nel modo e nello stile di lavorare.

Questo termine indica le tecnologie che permettono ai dati di essere indipendenti dalla persona che li produce o dal sito in cui vengono creati. I dati in pratica possono finire nella rete ed essere rieditati o integrati.

Tale tecnologia genera ancora delle perplessità a causa della sua stessa peculiarità, cioè l’interazione degli utenti.

Questi applicativi stanno trovando diversi sbocchi di mercato.

Piattaforme come Amazon o Ebay sfruttano alcune prerogative di queste tecnologie per non parlare di Wikipedia che ne ha preso proprio il nome.

Nelle aziende si usano i blog, mentre le communities stanno acquisendo potere decisionale sul mercato.

Secondo alcuni opinionisti la rete può portare la comunità ad una sorta di autocontrollo reale ed effettivo. Una sorta di risposta alla domanda PlatonicaChi controlla i controllori?
Tutti.

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