Parlano ancora le mamme

Mammenellarete.it è il social network dove mamme e papà si ritrovano a parlare tra loro e con le aziende.

Sono di nuovo le conversazioni informali a interessare il marketing e la comunicazione aziendale, dirette e senza filtri sono in grado di arricchire e consolidare la relazione con i clienti.

I brand partecipano al dialogo in modo trasversale, pubblicità interattiva, test, approfondimenti e una possibilità in più quella di creare un proprio canale tv. Concorsi e promozioni per esser visibili non sono una novità ma i canali informali per parlare di se sono lo strumento più usato per rafforzare un’immagine affidabile e rassicurante.

Blog, social network e webtv sono il risultato di una voglia di partecipazione che riparte dall’incontro di individualità, fortemente personale in cui le aziende si devono muovere non come colossi ma quasi, appunto, come persone.

Televisione cerca casa

L’etere non ha tregua.
Oltre alle mai concluse diatribe su chi debba andare o meno sul satellite anche il canone delle pay per view diventa un atto politico con un seguito di grandi discussioni.

Per questo c’è chi spera ancora nella soluzione delle soluzioni: webtv e digitale terrestre
Ma tra i pro e i contro viene da chiedersi se è davvero questa la strada da perseguire…

C’è chi trova il digitale una soluzione ancora complicata sopratutto per le difficoltà di fruizione, ma è innegabile il suo vantaggio: non scomoda lo spettatore dal mezzo a lui più caro… la tv salotto e poltrona.

Chi invece crede nella trasmissione su web, dimentica la problematica territoriale italiana di istallare la banda larga lontano dagli assi delle maggiori città e le difficoltà di fruizione, attraverso un mezzo familiare, solo ai giovani che sullo stivale non sono poi molti… almeno secondo gli allarmi demografici… Quindi che fare?

È un’altra volta il tormentone tra apocalittici ed integrati o siamo veramente al capolinea e l’unica strada è trovare finalmente una soluzione?

La Gelmini su Youtube

Tra commenti, apprezzamenti, critiche, lodi e disapprovazioni su Internet non passa inosservato il nuovo canale YouTube del Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini.

Il Ministro è su Youtube, risponde agli studenti sui temi della scuola, dell’università e della ricerca.

Si rivolge direttamente ai ragazzi con lo strumento più utilizzato dai giovani, con un canale che non è un semplice archivio video, ma un vero spazio d’interazione e dibattito.

Quest’approccio valorizza lo “strumento youtube” nella sua reale dimensione di social network.

Ma questo strumento così diretto e immediato troverà riscontro?
Intanto, ancora una volta, l’orientamento dei partiti sul web si dimostra differente.

Il Pd, dopo la webtv, lancia una webradio e un nuovo portale che abbandona la logica del “sito vetrina”.
Il web “democratico”, però, parla e interagisce sopratutto con se stesso, incapace di costruire un rapporto moderno coi media.

Quale sarà la strada capace di valorizzare le potenzialità dei new media?
Ai posteri l’ardua sentenza.

2009: l’anno di Modigliani è web 2.0

Dopo diverse iniziative di stampo amatoriale anche gli istituti ufficiali si stanno avvicinando alle nuove possibilità date dal web.

Né è un esempio il caso del Modigliani Istitut Archives Légales ParisRome che a cominciare dal prossimo anno metterà a disposizione tutta la documentazione ed i carteggi del noto autore livornese.

Già dal prossimo autunno sarà aperto uno spazio web 2.0 sul sito ufficiale, per permettere ai visitatori di commentare ed esprimersi in merito all’opera di Modigliani.

Il progetto non si ferma qui, nascerà anche una web Tv con cui saranno effettuate operazioni di found raising per sostenere la pittura e la scultura italiana e internazionale ed il progetto della Casa di Modigliani.

Ci auguriamo che l’immortalità dell’arte continui nel mondo virtuale appassionando sempre nuove generazioni.

Non dire solo TV quando sei sul Web

La TV su internet ancora non ha raggiunto tutto il suo target potenziale e già si è trasformata rispetto le sue origini. Parlare di TV via internet non basta, perché la rete non si limita più a costituire una canale di distribuzione alternativo della televisione tradizionale, ma entra anche nella fase di produzione, oltre ad offrire un inedito “canale di ritorno” al pubblico.

La cosiddetta “TV” in rete ha tanti nomi ed ognuno rispecchia caratteristiche e peculiarità diverse. Abbiamo la webTV, la ipTV, la netTV ed il video sharing.

La webTV è caratterizzata da una fruizione sincrona (il momento della distribuzione coincide con quello della fruizione), ha una redazione centralizzata e funziona in pratica come una tv tradizionale, con la differenza che è fruibile solo sul Web. Un esempio di web TV è RossoAlice.

La ipTV ha una fruizione sincrona come la web Tv, usa lo stesso protocollo (IP), ma è fruita sul televisore di casa munito di un apposito Set Top Box, e richiede un abbonamento. La TV di FastWeb o l’offerta Telecom Italia AliceHomeTV sono i due esempi più popolari.

Per video sharing invece si intendono quelle Web Application (come YouTube e simili) che permettono agli utenti di pubblicare i loro video – spesso “rubati” alla televisione tradizionale – e di condividerli con gli altri utenti in modalità asincrona.
La principale caratteristica di questi servizi è la possibilità di visualizzare immediatamente i filmati senza doverne attendere il completo caricamento (progressive downloading). Grazie a un potente motore di ricerca.
Con questi contenitori (organizzati come veri e propri social network) è possibile individuare facilmente le relazioni tra i vari contenuti, ed organizzarli in playlist. Ovviamente non è prevista la trasmissione in diretta.

La netTV (di cui Mogulus è l’esempio più riuscito) è una evoluzione della Web TV.
La net TV permette a chiunque di creare un proprio canale di video streaming attivo 24 ore su 24 e di gestirne la “messa in onda” inserendo in tempo reale sia contenuti live (provenienti, ad esempio, da collegamenti video Skype) sia contenuti preregistrati presenti nel proprio computer locale o già pubblicati sui principali social network.
Quando l’utente “proprietario” del canale non è collegato, il sistema inserisce una sorta di “pilota automatico” con la playlist a ciclo continuo degli ultimi contributi pubblicati dall’utente.

Esistono infine delle ulteriori “contaminazioni” tra la classica TV e internet che hanno come principale piattaforma di distribuzione la televisione tradizionale, ma i cui contenuti sono creati dagli utenti, inviati tramite una applicazione internet simile a un servizio di video sharing. Un esempio per tutti è CurrentTV.

Di fatto il passaggio da una web Tv ad una netTv è grande, soprattutto sotto l’aspetto filosofico della tipologia di fruizione e di interattività. Entrambi sono strumenti validi, ma per finalità diverse.

La webTV è uno strumento che può riaprire il campo della sperimentazione dei linguaggi più propriamente detti “televisivi” e può dotare strutture minori della possibilità di “fare TV”.

La net Tv è uno strumento ibrido che in sè racchiude le peculiarità e le caratteristiche del web 2.0 e dei social network, e potrebbe porre le basi per una rivoluzione “dal basso” nella produzione multimediale tale da incidere profondamente nella natura stessa dei contenuti con significative ricadute anche sul nostro stile di vita.

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