La diversificazione della moda

Il marchio è il vero fattore che fa di un prodotto un oggetto di lusso, prima ancora della qualità e del prezzo. Per questo lo sviluppo del brand è una delle attività strategiche fondamentali per “l’uomo di marketing”, mentre nel mondo della moda la strategia più diffusa negli ultimi tempi è la diversificazione del brand.

Ormai le alleanze delle più famose griffe di moda con i grandi nomi dell’oreficeria, dell’abbigliamento, delle aziende vinicole francesi e del lusso in generale si stanno moltiplicando.
Il più eclettico, in questo senso, è Lagerfeld che nel 2004 ha firmato una linea di abbigliamento low cost per la catena H&M, due anni dopo ha ideato bottiglie prestigiose per Dom Pèrignon e sta partecipando alla realizzazione di 80 prestigiose abitazioni a Isla moda, la prima isola al mondo interamente dedicata alla moda al largo di Dubai.
Un altro esempio di “diverisificazione” del mondo fashion è rappresentata dalla partnership tra Jimmy Choo e Hunter: stampa in coccodrillo, fodera leopardata e accessori metallici dorati per gli stivaloni adatti alla pioggia e al fango e ora di moda anche per la città.
Per non parlare di Trussardi che si allea con l’arte e presenta le scarpe in tela da basket con immagini dell’artista Christophe Brunnquell.
Sicuramente in uno scenario globale caratterizzato dal continuo sviluppo di nuovi, agguerriti e sempre più numerosi competitors, le strategie che le aziende adottano sono innumerevoli e le scelte della moda indicano un trend chiaro oltre al business ed al fatturato, la diversificazione di eccellenza creare sempre più “valore” attorno al proprio brand.
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