Siamo tutti Vipp!

  • Totò portiere in La banda degli onestiI messaggi pubblicitari sono troppo invasivi e generano un problema piuttosto fastidioso. Lo dice il garante della privacy con uno stop al marketing selvaggio e alle indesiderate telefonate promozionali. La soluzione? Essere vicini ai consumatori ma non invadenti, veicolare messaggi pubblicitari offrendo un servizio e non un disturbo.

    Il proximity marketing si pone questo obiettivo. L’ultima idea per raggiungere target estesi, in modo tempestivo e dettagliato, è Il VIPP, video informative proximity point: una postazione video posizionata al di sopra delle caselle postali che sostituisce il sistema del volantinaggio. Si tratta d’una specifica estensione al sistema del digital signage.

    Questo approccio sembra ideale in condomini e complessi residenziali, luoghi nei quali generalmente c’è difficoltà di comunicazione. In tali aree, con il Vipp si può raggiungere:

  • grande flessibilità e potenzialità di personalizzazione;
  • capillarità di diffusione pubblicitaria;
  • target al tempo stesso ampi e specifici;
  • velocità di aggiornamento dei i messaggi.

    In condominio l’advertising può apparire invasivo, ma in realtà porta con sé il reperimento di informazioni tempestive e dettagliate. I primi test italiano sono stati svolti, quasi segretamente, in due località umbre. Per gli esperti di marketing i risultati sono stati positivi certo il progetto deve ancora svilupparsi e attendere l’incontro decisivo…. con le portinaie italiane!

Cresce la pubblicità in rete?

La pubblicità su internet è in crescita. In italia nel 2008 ha superato gli investimenti radiofonici, lo dice l’UPA (Utenti Pubblicitari Associati).

Il dato sembra rassicurante, ma c’è anche un altro modo di leggerlo.
Gli investimenti aumentano, ma non abbastanza, o almeno non rispetto alle proiezioni fatte da Myspace.
La divisione di News Corporation che comprende MySpace ha annunciato che mancherà l’obiettivo del fatturato di 1 miliardo di dollari.

Come si realizzano queste differenze?
Basandosi sul traffico registrato i siti dei social network sembrano interessanti bacini di raccolta per gli inserzionisti.

Al momento la cosa più utile e monetizzabile che forniscono i social network sono un enorme quantità di dati, comportamenti, usi e preferenze dei milioni di utenti.

Tutte informazioni per la maggior parte protette dalla privacy, accessibili solo attraverso escamotage di aggregatori e spider.

Intanto My Space annuncia che si rifarà il look… lo scopo?
Assicurare più spazio e più visibilità agli annunci pubblicitari.

Ma il problema resta sempre lo stesso: trovare il messaggio pubblicitario capace di far breccia nella rete.

Forse le generazioni attuali sono ancora viziate dai “vecchi” mezzi di comunicazione e non riescono a comprendere fino in fondo le peculiarità di internet e del suo linguaggio.
La rete talvolta viene letta come un ripiego pratico e veloce degli altri mezzi più costosi. C’è chi cerca e vede dentro la rete la televisione, chi la radio e chi il giornale, ma internet non è solo questo.

In attesa di riuscire ad afferrare l’essenza di internet c’è chi come strat, internautiegia di conoscenza sta osservando i comportamenti degli utenti e impara molto.
Forse così non si inventeranno strategie nuove di comunicazione, ma almeno si potrà proporre un approccio di relazione accettato e condiviso con le nuove famiglie di target raccolte sotto il grande nome di “internauti”.

Google AdWord un altro passo verso il marketing one to one

Google ha introdotto un nuovo meccanismo di distribuzione degli annunci pubblicitari per target demografici, Google AdWord.

La targettizzazione per età e sesso sarà possibile nei network in cui gli utenti registrano queste informazioni come Myspace e Friendster.
I dati arriveranno direttamente ad AdWord in forma anonima e già aggregata per aree di interesse, così da non poter identificare i singoli utenti.

La possibilità di restringere il target finale offre agli inserzionisti maggiori possibilità di successo.

Con questo strumento Google si avvicina ancora di più alle potenzialità del marketing one to one, anche se limitato a networks che rendono possibile la selezione delle informazioni dei target.

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