Internet Explorer è in “crisi”

Il browser Microsoft, leader del mercato, sta perdendo posizioni e soprattutto la fiducia degli utenti.
Le ultime stime redatte da Net Applications lo indicano per la prima volta al di sotto del 70% di market share.

E’ risaputo che Internet Explorer è il browser più utilizzato sul web, non per particolari meriti o qualità, ma solo perché Microsoft lo fa trovare installato in tutti i PC con sistema operativo Windows.

Ultimamente però qualcosa è cambiato.
Mentre Explorer è rimasto lo stesso, con i suoi problemi di compatibilità con i nuovi standard, con la sua interfaccia “legnosa”, con la sua…lentezza, i concorrenti sono cresciuti e migliorati significativamente.

E’ online in 100 paesi la versione di prova del nuovo programma per la navigazione su internet, Google Chrome. Il software, gratuito, è stato sviluppato in ambiente open source, può quindi essere modificato con il contributo degli utenti, e i suoi punti di forza sono la velocità con cui carica le pagine web e la sicurezza di navigazione.
Insomma, Google ha sfidato Microsoft creando un anti-explorer.

Adesso aspettiamo che Linux riesca ad affermarsi sui desktop aziendali.

Il digital divide si può superare?

In un paese in cui il tasso di anzianità cresce inversamente all’aumento della popolazione la realizzazione di un sistema operativo come Eldy Pc è un’interessante iniziativa.
Questo software è stato sviluppato per permettere l’uso del Pc a chi ha difficoltà legate all’età ed eventuali disabilità fisiche.

Il Pc è ultracompatto e consta del solo schermo di 19 pollici.
Il primo grande sollievo è che viene venduto pre-configurato e quindi pronto all’uso.
Il sistema operativo parla completamente in italiano e l’interfaccia stessa è semplificata con icone grandi e termini semplici.
Le alternative al mouse, eliminato perché vissuto come un ostile barriera fisica, sono due: il touch-screen e la tastiera esterna che si attacca con una sola porta USB direttamente al monitor.

L’iniziativa è una risposta alle esigenze di clienti più anziani, ma superate le barriere fisiche e mentali, restano quelle della rete.

In Italia il cablaggio della larga banda segue ritmi pachidermici, e lo stesso wireless, considerato a suo tempo l’uovo di colombo, sta subendo arresti.
Le cause sono da ricercare sia in uno scarso impegno alla diffusione delle infrastrutture sia nei dubbi sulla incidenza o meno sulla salute pubblica.

Ricordiamo il caso delle biblioteche francesi in cui Sarkozy ha dovuto affrontare l’interruzione delle reti wireless nelle biblioteche comunali per i continui malesseri del personale.

E pensare che in Giappone la connessione dell’intero territorio a 100 giga è già considerato un obbiettivo da superare!

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