Eurotech: la fabbrica delle idee tecnologiche

Eurotech, una delle aziende più innovative nel campo della microelettronica, le sta pensando tutte.

Alle scorse elezioni, gli elettori americani non autosufficienti hanno potuto votare Obama o Mc Cain on line, grazie a dei micro-pc.

Ma questa è solo una delle tante applicazioni della miniaturizzazione di computer in cui Eurotech è ormai leader mondiale.

L’ultima idea è il computer che si indossa al braccio come un orologio, in grado di resistere a condizioni ambientali proibitive, mantenendo le mani libere.

Ma oltre alla sfida di realizzare prodotti sempre più piccoli, capaci di diventare invisibili, l’azienda friulana opera anche sul fronte dell’Hpc, ovvero computer dotati di elevata capacità di calcolo grazie al collegamento di centinaia e migliaia di microprocessori.

La loro parola d’ordine è innovazione continua.

Attualmente lavorano per cambiare il paradigma computazionale da “embedded a pervasive”, ovvero la nuova frontiera prevede computer che sono interconnessi con altri oggetti in una rete di comunicazione, grazie ai quali, ad esempio, sarà possibile portare con sé un sistema che monitorerà in continuazione i principali parametri fisiologici, consentendo magari la prevenzione di molti tipi di malattie.

Le nuove sfide previste?
Riguarderanno il rapporto tra il computer e l’uomo, creare “angeli custodi virtuali”, sistemi in grado di funzionare senza bisogno dell’uomo.

Fantascienza? Staremo a vedere!

Chris Anderson racconta il futuro energetico

L’energia è la sfida del futuro su questo non c’è più dubbio e la tecnologia ne è lo strumento.

Su questo tema ieri all’Auditorium dell’Enel è intervenuto Chris Anderson, “inventore” della ormai famosa teoria della Coda Lunga.

Ipotizzando scenari possibili, che appaiono anche surreali, Anderson ha però posto l’accento su un problema più che reale quello della volontà politica. Il settore dell’energia infatti non ha come limite quello tecnologico ma quello del capitale. Gli investimenti vanno indirizzati, mentre i rischi economici elevati non permettono al mercato di agire autonomamente. Anche un liberista come il direttore di Wired, ammette e sostiene la necessità di un intervento della politica e quindi dello stato nel futuro dell’energia.

L’america energeticamente dipendente e l’Europa attenta al problema ma lenta burocraticamente, devono compiere una scelta di campo in quello che sarà sicuramente anche un business molto redditizio. Tutti sperano nella politica di Obama, forse il primo presidente tecnocrate degli Usa, ma con la consapevolezza che può essere solo l’inizio.

Si è parlato nuovamente di nucleare, non che sia una novità, ma la risposta di Anderson vale la pena di essere citata, perché se il nucleare avrà un futuro, cioè se troveremo il modo di smaltire le scorie, dipenderà dalla Cina.

E i consumatori? Il loro contributo è fondamentale ma soprattutto etico ed ha un nome preciso consapevolezza energetica.

Obama on e off line

Se Internet non fosse esistito, probabilmente Barack Obama non sarebbe il 44° Presidente degli Stati Uniti.

L’America ha dimostrato di essere giovane e di fare un uso maturo delle nuove tecnologie, dei social network, dei new media.

L’insediamento è stato un blockbuster media con circa 39,7 milioni di persone in diretta streaming.

Ma, probabilmente, quella che Obama ha inviato ai suoi supporter l’8 gennaio scorso, chiedendo un ultimo finanziamento di 5 dollari, sarà la sua ultima e-mail.

Il ruolo presidenziale gli impone, come nel caso del predecessore G.W. Bush, una serie di restrizioni per la sicurezza nazionale, sicurezza che prevede anche di non inviare o ricevere e-mail personali.

Obama ha promesso di lottare per mantenere vivo il colloquio personale con i suoi elettori, che si aspettano di parlare al presidente in via personale.
L’uomo di stato chiuso nella stanza ovale e il presenzialista di internet dovranno ora convivere per non deludere le aspettative… anche del web.

YouTube alla Casa Bianca

Obama non abbandona il web 2.0, che passa da strategia elettorale a precisa scelta di presenziare il web.
Anche se per motivi di sicurezza Barack dovrà rinunciare al Blackberry, il neopresidente non abbandonerà la rete.

Gli Statunitensi, “coccolati” sui social network durante le elezioni, non hanno intenzione di fare a meno di questo canale di comunicazione privilegiato con il loro presidente.
La

Casa Bianca apre quindi le porte a mezzi inconsueti per l’etichetta e per i quali la definizione “virale” è un fatto positivo. Il primo dei suoi messaggi settimanali di Obama è già stato uploadato su YouTube, e così si andrà avanti; inoltre, il presidente promette di parlare in diretta on-line.

Ecco che il social networking si conferma una scelta obbligata ed efficace non solo per le aziende ma anche per la politica.
Quel desiderio di partecipazione che risponde anche ad una esigenza di consapevolezza sociale, è la volontà di definire i propri bisogni senza farseli imporre.
Bisogni politici, economici, di mercato, di acquisto, tutti passano per il web trovando nel 2.0 il naturale punto di arrivo.

Barack e il colpo di telefono

Il New York Times aveva già sentenziato. Hillary è Pc e Barack è Mac.
La premonizione – parliamo infatti di un articolo apparso a febbraio scorso – si è rivelata esatta.
Obama è l’uomo Mac, desiderato e alla moda come il marchio Apple.

Ma c’è di più: anche Mc Cain è Pc.
E’ il suo avversario democratico a suggerirlo, appropriandosi di un nuovo tormentone della innovazione del cellulare… nientemeno che l’ i- phone.
Obama e il suo team hanno messo on-line un programma gratuito che, installato sul cellulare Apple, permette di partecipare alla campagna elettorale… by phone.

La politica si fa a colpi di tecnologia, anche se non è proprio una novità.
Ségolène Royale aveva già provato con Second Life, ma con scarsi risultati.
Obama, invece, ce la fa. Il suo sito http://www.barackobama.com/ è cliccatissimo. L’idea è molto ben congeniata e stimolante.

Con grande fantasia, il programmino è stato battezzato “Obama08”, nome semplice e diretto. Il suo compito è spingere i sostenitori a chiamare al voto i propri amici.
Per ottenere questo risultato, Obama08 riordina i contatti della rubrica nel modo più congeniale alla campagna elettorale, a seconda degli Stati in cui Obama è più o meno popolare.

Tra le molte opzioni utili (ad Obama) si può inserire un appunto per richiamare il 4 novembre o “arruolarsi” come volontario grazie al “Get Involved”. Ovviamente non manca l’aggiornamento di news, filmati e foto in tempo reale.

Cosa desiderare di più? Una telefonata che ci dica chi ha vinto.

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