Cresce la pubblicità in rete?

La pubblicità su internet è in crescita. In italia nel 2008 ha superato gli investimenti radiofonici, lo dice l’UPA (Utenti Pubblicitari Associati).

Il dato sembra rassicurante, ma c’è anche un altro modo di leggerlo.
Gli investimenti aumentano, ma non abbastanza, o almeno non rispetto alle proiezioni fatte da Myspace.
La divisione di News Corporation che comprende MySpace ha annunciato che mancherà l’obiettivo del fatturato di 1 miliardo di dollari.

Come si realizzano queste differenze?
Basandosi sul traffico registrato i siti dei social network sembrano interessanti bacini di raccolta per gli inserzionisti.

Al momento la cosa più utile e monetizzabile che forniscono i social network sono un enorme quantità di dati, comportamenti, usi e preferenze dei milioni di utenti.

Tutte informazioni per la maggior parte protette dalla privacy, accessibili solo attraverso escamotage di aggregatori e spider.

Intanto My Space annuncia che si rifarà il look… lo scopo?
Assicurare più spazio e più visibilità agli annunci pubblicitari.

Ma il problema resta sempre lo stesso: trovare il messaggio pubblicitario capace di far breccia nella rete.

Forse le generazioni attuali sono ancora viziate dai “vecchi” mezzi di comunicazione e non riescono a comprendere fino in fondo le peculiarità di internet e del suo linguaggio.
La rete talvolta viene letta come un ripiego pratico e veloce degli altri mezzi più costosi. C’è chi cerca e vede dentro la rete la televisione, chi la radio e chi il giornale, ma internet non è solo questo.

In attesa di riuscire ad afferrare l’essenza di internet c’è chi come strat, internautiegia di conoscenza sta osservando i comportamenti degli utenti e impara molto.
Forse così non si inventeranno strategie nuove di comunicazione, ma almeno si potrà proporre un approccio di relazione accettato e condiviso con le nuove famiglie di target raccolte sotto il grande nome di “internauti”.

Cellulari: il DVB-H lo standard preferito dall’Unione Europea

I cellulari con cui è possibile vedere la tv digitale mobile, cosiddetti di terza generazione, si stanno avviando verso un unico standard.

L’Unione Europea ha scelto ufficialmente la tecnologia DVB-H (digital video broadcasting handheld).

L’introduzione di uno standard europeo “preferito” permette di dare maggiore fiducia alle società per investire e sviluppare nel perfezionamento della nuova tecnologia.

Secondo le stime di Bruxelles entro il 2011 il mercato raggiungerà un valore pari a 20 miliardi di euro e 500 milioni di clienti, il che rappresenta un interessante numero di utenze per la crescita dei servizi di marketing verso i cellulari.

Integrare le piattaforme per valutare gli effetti della pubblicità

Continuano le polemiche sulla misurazione dei contatti dei nuovi media.

La realizzazione di uno standard di valutazione è complicato dalle diverse esigenze dei prodotti e servizi.

Il costo per contatto non offre un’analisi sufficiente agli inserzionisti.
Soprattutto considerando il nuovo trend di marketing basato sullo stimolo e il controllo del sentimento dei consumatori nella blogosfera, fattore difficilmente standardizzabile o misurabile.

Per ottimizzare questo servizio e quindi dare fiducia agli inserzionisti nell’uso delle nuove tecnologie, diventa necessario disporre di elementi incrociati delle abitudini di fruizione dei consumatori. Valutando così i diversi dati insieme.

Per esempio è importante sapere come uno stesso video viaggia ed è scaricato dallo schermo di una televisione, dal “web classico” ed dalla distribuzione in “nuove sedi”, come stazioni o centri commerciali.

Il futuro della pubblicità sui nuovi media dipenderà quindi dalla capacità di integrare e studiare l’interazione tra diverse piattaforme di comunicazione.

Photo by bydiox
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