Arriva la carica dei “Nati digitali”

Utilizzano il 2.0, comunicano attraverso instant messanger, blog, wiki e webcam; nel tempo libero giocano ai videogame multiplayer, si creano una pagina su myspace e partecipano ai forum tematici.

Per i nativi digitali la rete è il primo passo, il mezzo che permettere di ottenere tutto col minimo sforzo. Il nativo è sempre online: “non usa la rete ma è la rete”.

In questo boom le aziende partecipano al gioco, soprattutto contano su internet per arrivare direttamente ai propri stakeholder.

Per questo si è diffusa la moda di “coinvolgere” il pubblico, l’obiettivo è l’Engagment. Per esempio attraverso la “generosa” offerta di pubblicare gratuitamente sul proprio sito, i materiali della community.
Resta da capire se questa bramosia di contenuti dal “basso” è una necessità, in quanto la sola pubblicità tradizionale non è più sufficiente, o se questo tipo di advertising sia un’astuta mossa per coinvolgere gli utenti risparmiando sui costi.
In questo contesto le aziende possono creare un blog aziendale per umanizzare il proprio rapporto con l’esterno e sviluppare una comunicazione che non sia più solo pubblicitaria e persuasiva.
Agli user-generated content, quindi, le aziende rispondono con i company-generated content.

Facebook… amore italiano

Roma 11 ottobre: tremila persone si riuniscono per il primo Facebook party. L’evento arriverà anche a Milano il prossimo mercoledì 22.

FB, nomignolo per gli affezionati del sito, ha conquistato il cuore degli Italiani registrando una crescita record: + 961% in un anno.

MySpace, fino ad agosto leader indiscusso dei social network, impallidisce con solo il + 62%.

Il successo è dovuto non solo all’appeal di Fb tra la “bella gioventù”, ma anche alla facilità di utilizzo, alla traduzione in italiano e alla messaggistica istantanea.

L’Italia è alla guida della classifica mondiale per incremento di utenti con il + 135%. Lo slang da social network si diffonde tra gli amici che si “postano” foto e chiacchierano virtualmente.

Gli interessi in comune creano microcosmi di ogni genere: si mantengono contatti utili sul lavoro ma ci si preoccupa anche di formare gruppi in difesa dei nani da giardino…da salvare!
Al di là delle battute, la passione crescente per Facebook è un mezzo per raggiungere i giovani con facilità e velocità. La voglia di socializzare è anche voglia di business.

Guarda il video.

Hight School Musical 3: la promozione sui social network si fa in grande!

Dall’America proseguono le strategie di promozione che coinvolgono i social network nella promozione dei film.

Il film evento Hight School Musical 3 si promuove su Myspace per catturare il pubblico dei più grandi ed avvicinarli così ad un fenomeno che potrebbe restare chiuso alla sfera dei teenagers..

Su Myspace è possibile già vedere on line il profilo dedicato al contest del film. In questa pagina sono previste interazioni attraverso giochi e quiz, come compiti in classe e domande di diverso tipo… una simulazione della vera Hight school.

Non è un caso che la scelta sia caduta su un network come Myspace dato che l’85% dei suoi 75 milione di utenti degli Stati Uniti hanno più d 18 anni, inoltre sono on line su Myspace almeno il 40% delle mamme degli States.
Numeri fondamentali che permettono ad Angela Courtin, senior vice presidente di marketing di Myspace, di definire questa promozione come “una strategia di marketing integrato per continuare il dialogo il marchio e gli utenti”.


L’efficacia della promozione la sapremo tra qualche mese, certo è che se un’azienda come la Disney ha deciso di investire nel settore, il mercato non ci sembra da sottovalutare!

Cresce la pubblicità in rete?

La pubblicità su internet è in crescita. In italia nel 2008 ha superato gli investimenti radiofonici, lo dice l’UPA (Utenti Pubblicitari Associati).

Il dato sembra rassicurante, ma c’è anche un altro modo di leggerlo.
Gli investimenti aumentano, ma non abbastanza, o almeno non rispetto alle proiezioni fatte da Myspace.
La divisione di News Corporation che comprende MySpace ha annunciato che mancherà l’obiettivo del fatturato di 1 miliardo di dollari.

Come si realizzano queste differenze?
Basandosi sul traffico registrato i siti dei social network sembrano interessanti bacini di raccolta per gli inserzionisti.

Al momento la cosa più utile e monetizzabile che forniscono i social network sono un enorme quantità di dati, comportamenti, usi e preferenze dei milioni di utenti.

Tutte informazioni per la maggior parte protette dalla privacy, accessibili solo attraverso escamotage di aggregatori e spider.

Intanto My Space annuncia che si rifarà il look… lo scopo?
Assicurare più spazio e più visibilità agli annunci pubblicitari.

Ma il problema resta sempre lo stesso: trovare il messaggio pubblicitario capace di far breccia nella rete.

Forse le generazioni attuali sono ancora viziate dai “vecchi” mezzi di comunicazione e non riescono a comprendere fino in fondo le peculiarità di internet e del suo linguaggio.
La rete talvolta viene letta come un ripiego pratico e veloce degli altri mezzi più costosi. C’è chi cerca e vede dentro la rete la televisione, chi la radio e chi il giornale, ma internet non è solo questo.

In attesa di riuscire ad afferrare l’essenza di internet c’è chi come strat, internautiegia di conoscenza sta osservando i comportamenti degli utenti e impara molto.
Forse così non si inventeranno strategie nuove di comunicazione, ma almeno si potrà proporre un approccio di relazione accettato e condiviso con le nuove famiglie di target raccolte sotto il grande nome di “internauti”.

Le famiglie delle community si inventano il lavoro

Le comunità virtuali stanno lentamente delineando i loro profili caratterizzanti distinguendosi in diverse famiglie.
Ad esempio Myspace è frequentato dai musicisti, Facebook da studenti e neo laureati, Linkedin raggruppa professionisti di economia e comunicazione.
Ci sono poi le famiglie trasversali i bloggisti, i twitteriani, o i filmakers su Youtube ed i fotografi su Flickr.

Ma queste comunità sono davvero solo occasioni per costruire e consolidare relazioni?
Più di una attività imprenditoriale sta imparando a sfruttare le sinergie della rete per coinvolgere, proporre lavori e elaborare contenuti.
Ecco il business di CurrentTv, nata in america da un’idea di Al Gore, dove il singolo, il cittadino, può proporre inchieste e contenuti video da diffondere su internet e via etere (in Italia sul canale 130 di SKY) .

Ci sono anche siti che cercano di creare una community di appassionati affinché si possano strutturare prodotti commercialmente validi ad esempio stimolando la proposizione di filmati con concorsi a tema. Un esempio è Loftcity comunità di artisti di video, musica e fotografie. Lo scopo di tale sito è riuscire ad avere al suo interno un laboratorio di prodotti sempre nuovo ed attuale creando sinergie tra artisti di diverse nazioni. Loftcity di fatto fornisce una piattaforma di lavoro condivisibile, l’innovazione è nel proporsi come intermediario commerciale e distributore dei contenuti prodotti al suo interno.

Insomma come in tutte le storie c’è chi vuole solo perdere tempo e chi pensa che il tempo è denaro!

Google AdWord un altro passo verso il marketing one to one

Google ha introdotto un nuovo meccanismo di distribuzione degli annunci pubblicitari per target demografici, Google AdWord.

La targettizzazione per età e sesso sarà possibile nei network in cui gli utenti registrano queste informazioni come Myspace e Friendster.
I dati arriveranno direttamente ad AdWord in forma anonima e già aggregata per aree di interesse, così da non poter identificare i singoli utenti.

La possibilità di restringere il target finale offre agli inserzionisti maggiori possibilità di successo.

Con questo strumento Google si avvicina ancora di più alle potenzialità del marketing one to one, anche se limitato a networks che rendono possibile la selezione delle informazioni dei target.

"Crescono" i Social Network…

Continuano le ricerche che mettono in risalto l’influenza delle comunità spontanee sul web.
L’ultima è una ricerca che viene dal Regno Unito “The Impact of Social Networking in the UK”.
Da questa ricerca emerge come Facebook, Bebo e MySpace restano i primi network per il popolo inglese come contatti (rispettivamente 37,7%, 28%, 18,97%). E fino a qui niente di troppo nuovo.
Ma il dato veramente interessante è la crescita demografica del popolo over 55.

Se questa tendenza si dovesse confermare anche per altri paesi potrebbe aprirsi un mercato interessante.

Chissà in Italia dove Gli Over 50 sono in netta maggioranza demografica!

Per approfondire:

“The Impact of Social Networking in the UK”

Nuovi trend

http://www.repubblica.it/supplementi/af/2008/02/25/multimedia/034sibilo.html

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