Telefonare sì, comprare no


In America il mercato della telefonia mobile è in calo del 13 percento rispetto al secondo trimestre del 2007.

Motorola resta leader del mercato con il 21% delle vendite, ma Samsung e LG la incalzano ed il suo vantaggio di mercato è di un solo punto percentuale.

Il dato più interessante è che, diminuisce la quota di mercato della telefonia mobile, non l’uso che si fa del telefonino.

Possiamo ipotizzare che sia in calo il replace market, cioè la tendenza a rimpiazzare un oggetto solo perché vecchio rispetto alle nuove proposte di mercato oppure che l’alfabetizzazione al mezzo ha raggiunto la massima espansione possibile degli utenti disponibili nel mercato.

Questo può avere origine sia nella crisi economica, sia nella tarda alfabetizzazione ai cellulari delle giovani generazioni americane.

Certo un trimestre è un periodo troppo breve per porre delle solide supposizioni, aspettiamo…

Cellulari: il DVB-H lo standard preferito dall’Unione Europea

I cellulari con cui è possibile vedere la tv digitale mobile, cosiddetti di terza generazione, si stanno avviando verso un unico standard.

L’Unione Europea ha scelto ufficialmente la tecnologia DVB-H (digital video broadcasting handheld).

L’introduzione di uno standard europeo “preferito” permette di dare maggiore fiducia alle società per investire e sviluppare nel perfezionamento della nuova tecnologia.

Secondo le stime di Bruxelles entro il 2011 il mercato raggiungerà un valore pari a 20 miliardi di euro e 500 milioni di clienti, il che rappresenta un interessante numero di utenze per la crescita dei servizi di marketing verso i cellulari.

Cosa manca per avviare la strada del mobile advertising

Il mercato del mobile advertising rischia una battuta di arresto a causa dello scarso controllo sui dati di penetrazione delle campagne e la scarsa conoscenza delle abitudini degli utenti.

Nel tentativo di migliorare la situazione Vodafone (VOD), Telefónica O2 Europa, T-Mobile International, FT / Orange Group e 3 hanno costituito un gruppo di lavoro per definire dei parametri comuni di analisi.

Queste aziende vorrebbero sviluppare uno standard di valutazione da testare a breve. L’area scelta è la Gran Bretagna.
Il metodo di analisi di questo sistema, parte dalle diverse valutazioni ed analisi degli input fatte dalle agenzie pubblicitarie e dai maggiori gestori wireless del web.

La Nokia sta sviluppando un altro tipo di analisi basata sulla possibilità di valutare la penetrazione ed il successo di diverse campagne incrociando tra loro i dati.
Ad esempio valutando la penetrazione dei diversi strumenti pubblicitari per differente tipologia: “banner” o messaggi di testo.

La battaglia per l’affermazione dei nuovi canali pubblicitari, inizia dalla possibilità di valutare effetti e risultati.

Mobile marketing, una sfida da cogliere sopratutto in Italia

L’Italia è uno dei paesi con maggior utilizzo dei cellulari.
A suo tempo gli americani si stupirono già del fatto che nel nostro paese il cellulare veniva indicato con un vezzeggiativo “telefonino”.

Date queste premesse ed il consumo dello strumento nella nostra nazione, il mobile marketing, potrebbe a breve offrire un interessante segmento di investimento pubblicitario.

Lo sviluppo di questo canale è certamente legato all’evoluzione delle piattaforme tecnologiche e alla capacità delle aziende di valutare un messaggio idoneo
al mezzo.

Di per sé è uno strumento che permette di abbassare i costi per contatto e di avvicinarsi ad un livello di prossimità one-to-one al cliente.

I nuovi design di cellulari stanno andando incontro a questo trend valorizzando la grandezza e la definizione dell’immagine.

Il limite resta il pericolo spamming, più è prossima la comunicazione più è importante contattare un utente senza che questi si senta invaso.

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