Pericolo cellulare!

Le possibilità che offre un telefono cellulare sono enormi.
Siamo in grado di navigare, utilizzare suite office, comunicare tramite videoconferenza, insomma tutto quello che facciamo con il computer, lo possiamo fare ovunque con il cellulare.

Ma con i vantaggi arrivano spiacevoli sorprese, arrivano i pericoli della navigazione web: virus, trojan, worm, furto di identità…

Non si tratta più di semplice clonazione della SIM, ma a preoccupare è proprio una sovrabbondanza di possibili attacchi elettronici che spaziano dall’intercettazione di dati “sensibili” alla sottrazione di “credito economico”.

A rendere più semplici tali azioni pirata è che molti smartphone utilizzano sistemi operativi ben noti agli hacher dei computer.

La soluzione?
Forse un’idea un po’ troppo commerciale,ma… per ora è l’unica e la più ovvia… installare sul cellulare la versione “mobile” del sistema anti-hacher…sperando di evitare così sorprese poco gradite!

Internet Explorer è in “crisi”

Il browser Microsoft, leader del mercato, sta perdendo posizioni e soprattutto la fiducia degli utenti.
Le ultime stime redatte da Net Applications lo indicano per la prima volta al di sotto del 70% di market share.

E’ risaputo che Internet Explorer è il browser più utilizzato sul web, non per particolari meriti o qualità, ma solo perché Microsoft lo fa trovare installato in tutti i PC con sistema operativo Windows.

Ultimamente però qualcosa è cambiato.
Mentre Explorer è rimasto lo stesso, con i suoi problemi di compatibilità con i nuovi standard, con la sua interfaccia “legnosa”, con la sua…lentezza, i concorrenti sono cresciuti e migliorati significativamente.

E’ online in 100 paesi la versione di prova del nuovo programma per la navigazione su internet, Google Chrome. Il software, gratuito, è stato sviluppato in ambiente open source, può quindi essere modificato con il contributo degli utenti, e i suoi punti di forza sono la velocità con cui carica le pagine web e la sicurezza di navigazione.
Insomma, Google ha sfidato Microsoft creando un anti-explorer.

Adesso aspettiamo che Linux riesca ad affermarsi sui desktop aziendali.
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