Identikit del navigatore on line

identikit_11La tecnologia è parte della nostra vita e l’immagine del “nerd” occhialuto, stereotipo dell’utente Internet, è un mito superato, la realtà on line è molto diversa.

Negli Stati Uniti, da indagini svolte da US Census Bureau, l’uso di Internet da parte delle donne è in continuo aumento.

E’ stato stimato che, tra il 2008 e il 2013, i maschi trascorrono più tempo in rete, ma rappresenteranno soltanto il 49% della popolazione totale on line.

In Italia il divario è ancora netto. Secondo l’ultima indagine Istat solo il 35% delle donne naviga in Internet, contro il 45,8% degli uomini. Fino ai 34 anni le differenze di genere sono molto contenute mentre tra i 18-19 anni c’è il sorpasso femminile. Le donne usano soprattutto programmi interattivi quali mail, chat, gruppi di discussione…mentre gli uomini sono piuttosto interessati all’aspetto operativo o tecnico del computer e di Internet.

Tutto ciò per confermare che la differenza di sesso su Internet indica delle caratteristiche di utilizzo minime, ma da tenere in considerazione nella proposta dei contenuti…

Dopo la calma della new economy, il venture capital

Nonostante la crisi, non si rinuncia alla voglia di innovare.
Il venture capital punta molti investimenti verso le realtà imprenditoriali web oriented.

Il web da sempre è stato molto generoso con le persone dotate di idee ed intuizioni brillanti ecco perché è possibile che, mentre le imprese tecnologiche più grandi vedano appiattirsi la “curva” della crescita, nuove micro-aziende possano vivere crescite esponenziali.
In Italia nel 2008 quasi 1 operazione di venture capital su 4 ha riguardato il settore dell’hi-tech.

La cosa non è passata inosservata da parte delle istituzioni pubbliche e recentemente si è sbloccata l’iniziativa del fondo del Ministero per l’Innovazione per far partire nuove iniziative nel 2009.

Ciò non toglie pregiudizi e rischi a questa attività, quindi per non incrinare la fiducia già precaria dei grandi investitori in questo business, bisognerà fare e fare bene altrimenti il capitolo venture capital potrebbe essere del tutto abbandonato in Italia con buon rischio delle innovazioni e delle idee dei piccoli.

Titradisco.it il portale per chi ha qualche dubbio

Secondo l’ultimo “censimento”, in Italia, il 70% dei maschi vorrebbe tradire la propria donna o lo ha già fatto mentre le potenziali traditrici sono il 64% della popolazione.

Sembra che la strada più agevole per cominciare un tradimento sia quella del tradimento virtuale.

Ma se la rete può diventare un’occasione per trasgredire, la stessa rete è in grado di produrre gli anticorpi.

E’ nato Titradisco.it, il primo sito in Italia ed Europa in cui su base volontaria chi sa qualche pettegolezzo può scaricarsi la coscienza e magari anche rimpinguare i portafogli.

E’ sì perchè in questa specie di “piazza virtuale” sia gli informatori che gli interessati possono richiedere delle ricompense e… lo scherzo pesante o peggio la truffa è sempre dietro l’angolo…

Tra le distorsioni del 2.0 questa forse non è tra le più innocue, almeno le chiacchiere di paese avevano solo il gusto di intrattenere dirimpettai e vicini!

LeFel, come unire shopping e divertimento

Oggi per vendere bisogna essere eclettici. Questo sembra dirci la nuova strategia commerciale del Gruppo Feltrinelli con l’apertura, a Parma, del primo Store LeFel d’Italia.
320 Metri quadri in cui si può trovare di tutto: dall’abbigliamento agli accessori, dalla biancheria per la casa all’oggettistica, dal thé alla cioccolata, dai prodotti tecnologici alla cartoleri e… anche qualche libro, un po’ di cd, dvd…il tutto in un design moderno e accattivante.

Insomma un miscuglio di merceologie, dove forse è difficile uscire con le mani vuote e dove lo “sfizio” di fare shopping o di girovagare senza acquistare potrà essere un gradevole passatempo.

Sarà questo lo sviluppo di un nuovo modo di fare i “concept store”?
Vedremo, intanto Feltrinelli ha in programma l’apertura di altri Store LeFelf in Italia e, se l’esperimento prenderà piede, questa tipologia di prodotto, d’importazione ma con un buon rapporto qualità prezzo, potrebbe davvero segnare nuove esperienze di consumo!

Social Network equo e solidale

Spesso i Social Network sono ritenuti frivoli ed inconsistenti da chi li osserva dall’esterno, ma la realtà, può rivelarsi diversa.

Come il social network <<Cesviamo>>, lanciato dalla organizzazione umanitaria Cesvi, in cui ogni navigatore si trasforma in un vero e proprio fund raiser in grado di portare aiuto, sostegno e sviluppo dove c’è n’è più bisogno.

I principi di fondo sono quelli del fundraising 2.0: partecipazione e coinvolgimento degli utenti (engagement); viralità, perché la partecipazione trascina altra partecipazione. Il tutto viene facilitato dall’uso di widget, banner e strumenti di tell a friend; trasparenza con il donatore/scommettitore, attraverso la finalizzazione a campagne specifiche…

Ma questo commercio equo e solidale “prenderà piede”?

Alcune piccole community on-line sono un prezioso strumento di crescita personale e sociale, grazie alla condivisione di principi e di finalità costruttive fra gli utenti.
Sicuramente questo è un progetto che si propone di sfidare e innovare la cultura della solidarietà in Italia, ma in futuro, perché no, potrebbe essere anche un’idea per unire la promozione d’azienda con l’etica.

Techlovers: ricerca sulla generazione 2.0

Nell’era del Web 2.0 e della comunicazione virtuale, sogni, amori, amicizie, successi e delusioni sono sempre più legati alla tecnologia.

Realizzare un documentario sulle storie di vita degli italiani al tempo di Internet è il nuovo progetto crossmediale ideato da Ninja LAB, il laboratorio strategico-creativo nato da NinjaMarketing.

Il sito web http://www.techlovers.it/ ha come obiettivo di scovare le storie, i personaggi e i talenti più interessanti, divertenti, singolari della generazione 2.0., alla ricerca delle storie di felicità ed infelicità legati alla rete.

La raccolta si muove tra mondo virtuale e reale, come il mondo che vuole descrivere, applicando alla ricerca metoi in parte più tipici del marketing virale.

I techlovers sono il simbolo di un nuovo edonismo postmoderno, ma mostrano il profilo di un’Italia che cambia in cui il 2.0 ed i linguaggi pervasivi hanno una giovane ed attenta audience.

Ad Maiora e la community di Aqualandia

La community nasce per offrire ad ogni visitatore del parco la possibilità di caricare i loro filmati, lasciare commenti ed impressioni sulla giornata trascorsa e trovare informazioni e suggerimenti per scoprire le migliori attrazioni.

L’agenzia a cura del progetto è Ad Maiora di Mauro Lupi che spiega la natura di questa community come “…un ambiente digitale dove poi sono le persone che attraverso la loro partecipazione creano il valore in termini di awareness…”.

I risultati di questa operazione, secondo il direttore Marketing di Aqualandia, sono stati soddisfacenti: gli accessi sono cresciuti di oltre il 40% rispetto al 2007.

Al momento, risulta una community non moderata e limitata al solo periodo estivo.
Ma è questo l’obiettivo dell’azienda?

Forse da un Company Generated Content ci aspettiamo di più…

Asili nido: un investimento aziendale

Gli asili aziendali fanno parte di programmi di “work-life balance” di molte imprese negli Stati Uniti e Gran Bretagna.
In Italia però la loro diffusione avviene soprattutto nelle grandi città del centro-nord e in maniera molto lenta.

Uno dei pochi esempi italiani è la Geox con un asilo nido e una scuola materna creati per agevolare le molte donne che lavorano in azienda.

Per chi crede che sia possibile solo alle grandi imprese è importante sapere che anche le piccole imprese consorziandosi tra loro e con il proprio comune possono essere aiutate ad avviare un asilo nido…

Non sempre le aziende hanno la lungimiranza di considerare questo come uno sforzo utile al raggiungimento dei propri obbiettivi strategici.

Ma l’arrivo di un figlio cambia la vita!
Con costi contenuti si potrebbero garantire vantaggi in termini di serenità e produttività del personale come la riduzione delle assenze e la maggiore concentrazione e disponibilità a straordinari, senza contare il miglioramento generale della qualità di vita dei dipendenti.

Così le esigenze di due realtà come la famiglia e lavoro, di solito molto lontane tra loro, potrebbero incontrarsi nei nidi aziendali e migliorare non solo la produttività aziendale e la qualità della vita delle dipendenti, ma anche…l’immagine stessa dell’azienda!

La promozione penalizza l’azienda

I prezzi nell’IT in due anni e mezzo sono calati del 24%.
Economia di scala che erode i margini di profitto? No… semplice promozione!

Secondo la società di ricerca Gfk i continui lanci promozionali dei rivenditori di Technical consumer equipment (consumer electronic, telefonia, fotografia, It) abbattono i prezzi in tempi record.

I volantini, amici delle folle alla ricerca del televisore perfetto al prezzo minore, sono invece il nemico delle aziende IT. Sempre in riferimento agli ultimi due anni e mezzo, sui prodotti si registra un calo dei prezzi del 30%. La conseguenza? Il calo del fatturato di elettronica di consumo è dello 0,5% e della telefonia l’1,5%.

La diminuzione dei prezzi spinge i consumatori a scegliere prodotti più performanti. In questo senso la promozione dispone i clienti a spendere per i prodotti più cari, sfruttando la convenienza dell’offerta.

Il meccanismo è chiaro: le catene distributive concorrono alla miglior promozione per la felicità dei consumatori e… la preoccupazione delle aziende.

L’Italia investe on-line a dispetto della crisi

l'immagine è presa da www.netmkt.itLa crisi economica americana coinvolge l’advertising on-line. Negli Usa, il mercato pubblicitario di Internet, isola felice e prospera, mostra un cenno di affaticamento.

La crescita è comunque costante: i dollari spesi nella pubblicità on-line ammontano a 5,8 miliardi nel primo trimestre del 2008, + 18% rispetto allo stesso periodo del 2007.
Ma il picco di 5,9 miliardi raggiunto nel quarto trimestre del 2007, fa registrare un calo dello 0,3%.

La recessione dei principali mercati occidentali si ripercuote sulla spesa pubblicitaria, e un piccolo brivido scorre anche per gli investimenti sulla rete.
Il ciclico calo dal quarto al primo trimestre, nella spesa tradizionale sulla pubblicità, combinato ad una generale crisi economica, ha determinato nel primo trimestre un rallentamento non previsto della crescita della pubblicità on-line.

Se gli altri media soffrono, la pubblicità su Internet continua comunque ad essere privilegiata, come conferma il presidente di Iab (Interactive Advertising Bureau), Randall Rothenberg:
“Continua a crescere significativamente e ad essere vitale il marketing interattivo, nei media e nella pubblicità”.

I venti statunitensi avranno conseguenze ovunque?
Iab dice di no.
La sorpresa?
In Italia l’advertising on-line crescerà del 23,3% nel 2008, con un investimento di 847 milioni di euro.
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.