Non dire solo TV quando sei sul Web

La TV su internet ancora non ha raggiunto tutto il suo target potenziale e già si è trasformata rispetto le sue origini. Parlare di TV via internet non basta, perché la rete non si limita più a costituire una canale di distribuzione alternativo della televisione tradizionale, ma entra anche nella fase di produzione, oltre ad offrire un inedito “canale di ritorno” al pubblico.

La cosiddetta “TV” in rete ha tanti nomi ed ognuno rispecchia caratteristiche e peculiarità diverse. Abbiamo la webTV, la ipTV, la netTV ed il video sharing.

La webTV è caratterizzata da una fruizione sincrona (il momento della distribuzione coincide con quello della fruizione), ha una redazione centralizzata e funziona in pratica come una tv tradizionale, con la differenza che è fruibile solo sul Web. Un esempio di web TV è RossoAlice.

La ipTV ha una fruizione sincrona come la web Tv, usa lo stesso protocollo (IP), ma è fruita sul televisore di casa munito di un apposito Set Top Box, e richiede un abbonamento. La TV di FastWeb o l’offerta Telecom Italia AliceHomeTV sono i due esempi più popolari.

Per video sharing invece si intendono quelle Web Application (come YouTube e simili) che permettono agli utenti di pubblicare i loro video – spesso “rubati” alla televisione tradizionale – e di condividerli con gli altri utenti in modalità asincrona.
La principale caratteristica di questi servizi è la possibilità di visualizzare immediatamente i filmati senza doverne attendere il completo caricamento (progressive downloading). Grazie a un potente motore di ricerca.
Con questi contenitori (organizzati come veri e propri social network) è possibile individuare facilmente le relazioni tra i vari contenuti, ed organizzarli in playlist. Ovviamente non è prevista la trasmissione in diretta.

La netTV (di cui Mogulus è l’esempio più riuscito) è una evoluzione della Web TV.
La net TV permette a chiunque di creare un proprio canale di video streaming attivo 24 ore su 24 e di gestirne la “messa in onda” inserendo in tempo reale sia contenuti live (provenienti, ad esempio, da collegamenti video Skype) sia contenuti preregistrati presenti nel proprio computer locale o già pubblicati sui principali social network.
Quando l’utente “proprietario” del canale non è collegato, il sistema inserisce una sorta di “pilota automatico” con la playlist a ciclo continuo degli ultimi contributi pubblicati dall’utente.

Esistono infine delle ulteriori “contaminazioni” tra la classica TV e internet che hanno come principale piattaforma di distribuzione la televisione tradizionale, ma i cui contenuti sono creati dagli utenti, inviati tramite una applicazione internet simile a un servizio di video sharing. Un esempio per tutti è CurrentTV.

Di fatto il passaggio da una web Tv ad una netTv è grande, soprattutto sotto l’aspetto filosofico della tipologia di fruizione e di interattività. Entrambi sono strumenti validi, ma per finalità diverse.

La webTV è uno strumento che può riaprire il campo della sperimentazione dei linguaggi più propriamente detti “televisivi” e può dotare strutture minori della possibilità di “fare TV”.

La net Tv è uno strumento ibrido che in sè racchiude le peculiarità e le caratteristiche del web 2.0 e dei social network, e potrebbe porre le basi per una rivoluzione “dal basso” nella produzione multimediale tale da incidere profondamente nella natura stessa dei contenuti con significative ricadute anche sul nostro stile di vita.

Viral marketing: il social network italiano

Viral marketing, letteralmente marketing virale. Il marketing che sfrutta il gioco del passaparola insinuandosi tra le abitudini e le confidenze della gente.

Per far nascere il passaparola da qualche parte bisogna cominciare.

Un esempio tutto italiano è il social network di Zzub (http://www.zzub.it/).

Sotto questo nome c’è una comunità di iscritti che si prestano a testare e a lanciare tramite passaparola le campagne proposte.

Le attività sono diverse, dal già consolidato sistema dei questionari con indagini su diverse campagne ad una vera organizzazione del passaparola.
Gli iscritti al network scelgono a quale campagna partecipare.
In base alle indicazioni delle singole campagne devono riportano sia un feedback sulle reazioni personali in merito alla campagna, sia un report che dettaglia i momenti e le reazioni del passaparola effettuato. Per ogni azione si acquisisce un punteggio che da valore alla credibilità dello “Zubber” iscritto.

"Crescono" i Social Network…

Continuano le ricerche che mettono in risalto l’influenza delle comunità spontanee sul web.
L’ultima è una ricerca che viene dal Regno Unito “The Impact of Social Networking in the UK”.
Da questa ricerca emerge come Facebook, Bebo e MySpace restano i primi network per il popolo inglese come contatti (rispettivamente 37,7%, 28%, 18,97%). E fino a qui niente di troppo nuovo.
Ma il dato veramente interessante è la crescita demografica del popolo over 55.

Se questa tendenza si dovesse confermare anche per altri paesi potrebbe aprirsi un mercato interessante.

Chissà in Italia dove Gli Over 50 sono in netta maggioranza demografica!

Per approfondire:

“The Impact of Social Networking in the UK”

Nuovi trend

http://www.repubblica.it/supplementi/af/2008/02/25/multimedia/034sibilo.html

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