Titradisco.it il portale per chi ha qualche dubbio

Secondo l’ultimo “censimento”, in Italia, il 70% dei maschi vorrebbe tradire la propria donna o lo ha già fatto mentre le potenziali traditrici sono il 64% della popolazione.

Sembra che la strada più agevole per cominciare un tradimento sia quella del tradimento virtuale.

Ma se la rete può diventare un’occasione per trasgredire, la stessa rete è in grado di produrre gli anticorpi.

E’ nato Titradisco.it, il primo sito in Italia ed Europa in cui su base volontaria chi sa qualche pettegolezzo può scaricarsi la coscienza e magari anche rimpinguare i portafogli.

E’ sì perchè in questa specie di “piazza virtuale” sia gli informatori che gli interessati possono richiedere delle ricompense e… lo scherzo pesante o peggio la truffa è sempre dietro l’angolo…

Tra le distorsioni del 2.0 questa forse non è tra le più innocue, almeno le chiacchiere di paese avevano solo il gusto di intrattenere dirimpettai e vicini!

Arriva la carica dei “Nati digitali”

Utilizzano il 2.0, comunicano attraverso instant messanger, blog, wiki e webcam; nel tempo libero giocano ai videogame multiplayer, si creano una pagina su myspace e partecipano ai forum tematici.

Per i nativi digitali la rete è il primo passo, il mezzo che permettere di ottenere tutto col minimo sforzo. Il nativo è sempre online: “non usa la rete ma è la rete”.

In questo boom le aziende partecipano al gioco, soprattutto contano su internet per arrivare direttamente ai propri stakeholder.

Per questo si è diffusa la moda di “coinvolgere” il pubblico, l’obiettivo è l’Engagment. Per esempio attraverso la “generosa” offerta di pubblicare gratuitamente sul proprio sito, i materiali della community.
Resta da capire se questa bramosia di contenuti dal “basso” è una necessità, in quanto la sola pubblicità tradizionale non è più sufficiente, o se questo tipo di advertising sia un’astuta mossa per coinvolgere gli utenti risparmiando sui costi.
In questo contesto le aziende possono creare un blog aziendale per umanizzare il proprio rapporto con l’esterno e sviluppare una comunicazione che non sia più solo pubblicitaria e persuasiva.
Agli user-generated content, quindi, le aziende rispondono con i company-generated content.

La banca del baratto

Mercati in crisi? Le aziende italiane corrono ai ripari utilizzando il sistema economico più vecchio del mondo: il baratto.

Novità di questi giorni è “CambioAffari” un Network Professionale, di una società piemontese,
che sviluppa compravendite tra aziende senza l’impiego di denaro grazie al solo utilizzo del baratto.

Il funzionamento del sistema è semplice. Le aziende interessate ad utilizzare CambioAffari, dopo averne sottoscritto l’adesione, descrivono i beni ed i servizi che intendono “permutare”. Gli operatori di CambioAffari si occupano di ricercare l’azienda “speculare”, interessata cioè ad effettuare la permuta. Messe così in contatto, le due imprese gestiscono in autonomia lo scambio e la compensazione dei beni secondo il valore economico pattuito.

Negli Stati Uniti il Corporate Barter viene utilizzato da oltre 30 anni e arriva a muovere quasi il 2% del PIL.
Secondo Ron Whitney, direttore della International Reciprocal Trade Association, negli USA esistono oltre 400 barter network. Tra queste la Merchants Carter Exchange permette ai suoi abbonati di scambiare servizi e merci e di pagarli con una apposita moneta: il barter dollar.

Numerosi sono i vantaggi come: effettuare acquisti senza intaccare la liquidità, diminuire gli oneri finanziari e l’indebitamento bancario, aumentare i profitti, diminuire le giacenze e gli stock ma soprattutto non fermare l’economia in un momento così delicato per i mercati internazionali.

A riprova del successo che sta incontrando la formula, anche i governi barattano. Di recente la Thailandia ha annunciato che in cambio di petrolio può fornire migliaia di tonnellate di riso all’Iran.
La crisi finanziaria, si sa, aguzza la fantasia!

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